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  • Cuccioli, prime uscite e vaccini

  • Di MASSIMILIANO GUERRINI  – “Non fate uscire il cane sino all’ultimo vaccino”: una non cultura che appartiene al passato; anche successivamente al primo il cane dovrebbe iniziare ad accumulare esperienze di vario tipo e natura:

    a) con ambienti, suoni, odori, sensazioni, figure ed oggetti. Fatevi seguire da un buon istruttore già dai 60 giorni: avete un mondo da scoprire!

    b) con conspecifici,

    c) con esseri umani: anziani, adulti, bambini, persone di colore e con handicap.

    Cercate di non tenerlo in braccio, a meno di non dover salire o scendere le scale (ad esempio), motivatelo con gioia a scoprire il mondo con voi, siete la sua guida: siate autorevoli, non autoritari, imparate a non soffocare i suoi istinti. Conducetelo inizialmente in zone “pulite” evitando le aree cani, non permettetegli di leccare urine e ingoiare feci; al contrario, stimolatelo a incontri con esseri umani ben predisposti, con cani vaccinati – indicativamente della medesima taglia -, con esemplari mansueti, non irruenti e dalla scarsa aggressività intraspecifica, condotti da proprietari con la testa sulle spalle. Presentategli ambienti urbani, certamente, ma anche extraurbani: l’erba, la sabbia, il mare, il lago, i torrenti. E ancora il vento, il sole, la pioggerellina, i temporali e, molto importante, abituatelo gradatamente alla nostra assenza, senza mai farvi guidare dallo stress, ma dal buonsenso, da percorsi progressivi tarati sulla sensibilità di chi ci sta di fronte. Ogni cane è diverso; tuttavia, non scordiamolo, rimarrà comunque un animale prevalentemente istintivo: la ragione e la logica non vi serviranno a molto per comprenderlo, da qui la necessità di farci seguire da una persona esperta, che non è per definizione né nostro cugino, né il proprietario di cani da molti anni, bensì un professionista con molte ore-cane all’attivo sul campo e una salda preparazione teorica. Convertiamo le sue esitazioni in opportunità di sentirsi fiero di se stesso, laddove inizialmente potrebbe prevalere l’incertezza. Un cucciolo deve essere nutrito dalla nostra sicurezza, non da rabbia, timori o dalle nostre tensioni. Non dobbiamo peraltro scordare che ogni richiamo ha una durata ben precisa! Preferiamo perdere la naturale ricettività canina propria del periodo sensibile (sino ai 4/6 mesi), che non tornerà mai più, e rischiare concretamente di dover convivere con un cane problematico a vita, ad esempio timoroso, pauroso o addirittura fobico, indocile (che non riconosce l’uomo come superiore gerarchico), ecc.? Ne siamo proprio certi? Un amico così fedele non lo merita, un uomo animato dal desiderio di apprendere neppure. Nulla è privo di rischi, ma pesano senza dubbio maggiormente i secondi rispetto a quelli di contrarre malattie incurabili: oggi possono essere grandemente ridotti rimanendo semplicemente accorti.

    Il vostro Veterinario, se disponibile e aggiornato, vi spiegherà il da farsi con trasparenza, cortesia e semplicità; un valido educatore come introdurre il cane alla società umana, con tutte le occasioni del caso specifico.
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